Crete Senesi

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21.06.07
Presentazione del volume di Giulia Vivi “Palazzo Zuccantini Zondadari alla Lizza. Da residenza aristocratica ad albergo di lusso (XVI-XX secolo)â€
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dal 21.04.07 al 04.11.07 ore 1:00  -  Siena, Palazzo Squarcialupi
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Pienza
a cura di Alberto Cornice

Da Enea Silvio a Pio II

Nel piccolo borgo di Corsignano, a sud di Siena, nacque nel 1405, da famiglia senese di antica nobiltà, Enea Silvio Piccolomini.

Per naturale disposizione alla cultura e intensi studi divenne uno degli intellettuali più in vista, autore di molte opere erudite, soprattutto in latino. La carriera diplomatica lo portò in Austria, Svizzera, Germania, Boemia, Francia, Scozia, con preziose esperienze delle corti e della cultura d’Europa.

Sacerdote a 42 anni, nel 1450 fu vescovo di Siena e papa dal 1458 al 1464: un regno di breve durata ma di forte intensità culturale. La sua figura è la più alta tra i papi umanisti del Rinascimento.

Dal borgo alla città: da Corsignano a Pienza

Nel 1459 visitò il borgo: fu addolorato nel vederne la pochezza e la miseria. “Stabilì di edificare in questo luogo una nuova chiesa e il palazzo, per lasciare un ricordo più duraturo della sua origineâ€: parole che attestano l’aspirazione classica alla ‘conservazione della memoria’, il ‘non omnis moriar’ (non morirò del tutto) di Orazio. Consigliere fu Leon Battista Alberti che suggerì un architetto suo scolaro, Bernardo Rossellino. La ‘riforma’ edilizia e urbanistica di Pio e Rossellino fu incentrata sulla Piazza. Pio insistette con vigore sui cardinali perché erigessero qui una loro dimora: solo alcuni raccolsero l’invito.

Il papa dette a Corsignano un nome nuovo: Pienza, la città di Pio: sede vescovile e quindi dignità di Città, che anche oggi conserva.

La città attuale

Il centro è la Piazza ove prospettano il Palazzo Piccolomini e il Duomo. La inconsueta forma a trapezio è intenzionale e significante, per instaurare un rapporto dialettico tra lo spazio costruito e quello naturale, la vallata che sembra voler entrare nella piazza (un secolo prima del trapezio di Michelangelo sul Campidoglio).

Nel Palazzo Vescovile il Museo Diocesano conserva, oltre opere di altissimo livello dal Duecento al Seicento, le argenterie di Pio II tra cui il reliquiario della Testa di Sant’Andrea, preziosa oreficeria proveniente dai palazzi vaticani.

Per questo carattere di unicità di intento e di realizzazione da parte di Pio, oggi Pienza è stata definita con la formula, enfatica ma veritiera, di ‘Città d’Autore’.

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