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a cura di Felicia Rotundo

Le origini e la storia

Di origine duecentesca, la chiesa di Sant' Agostino ha avuto diverse modifiche nel corso dei secoli la più importante delle quali è quella eseguita su disegno di Luigi Vanvitelli, dopo il rovinoso incendio del 1747. La costruzione del Portico esterno fu progettato da Agostino Fantastici e risale al 1819.

L'attuale edificio deriva quindi dalla sovrapposizione di strutture settecentesche a quelle medievali e rinascimentali delle quali restano tracce soprattutto nella parte absidale.

La ricostruzione di Luigi Vanvitelli 1745-1755

Il 17 luglio 1747, su disegno di Luigi Vanvitelli, fu iniziata la costruzione dei pilastri che dovevano sostenere la volta della nuova chiesa. L’incarico di seguire i lavori, che si conclusero soltanto nel 1755 e per i quali gli agostiniani destinarono la somma di circa diecimila scudi, fu affidato ai capi maestri muratori senesi Sebastiano e Giuseppe Minacci.

Essi non trovarono però l’approvazione del Vanvitelli che in una letterà denunciò come la chiesa fosse stata storpiata “da ignoranti fabbricatori”.

Quello di Sant'Agostino è uno degli interventi meno noti del Vanvitelli ma resta tuttavia un documento importante della sua attività a Siena. L'edificio è ad una sola, ampia navata coperta con volte e cupola emisferica, e con le pareti laterali scompartite da paraste a stucco terminanti nella trabeazione che corre lungo tutto il perimetro raccordandosi con la copertura. Esso è caratterizzato da un armonioso equilibrio spaziale che testimonia il superamento della cultura tardo barocca a favore del neoclassicismo.

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Gli affreschi

Completano l’architettura il ricco ed interessante corredo decorativo costituito dagli altari in marmi policromi corredati da dipinti di Pietro Perugino, di Francesco Vanni, Rutilio Manetti e del Sodoma e dagli affreschi spettanti a Francesco di Giorgio e a Luca Signorelli, all'interno della Cappella Bichi, e quello di Ambrogio Lorenzetti nella Cappella Piccolomini.

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