La riunione del Comitato Governativo...
La mostra ha proposto opere archeologiche che, ad eccezione delle sezioni dedicate alle civiltà della Mesopotamia, dell’India e dell’America meridionale provenienti da musei statunitensi, provengono da istituzioni museali e di tutela italiane che ne hanno curato la parte scientifica.
Queste ultime hanno messo a disposizione il patrimonio delle civiltà Egizie, Greche e soprattutto, dell’Impero Romano. I prestiti provengono dai più importanti musei nazionali per la non comune durata di ben due anni. Alcuni concessi dai musei archeologici del Meridione.
Questo secondo evento e’ stato concepito come una vera e propria mostra permanente attraverso la rotazione dei materiali in prestito. Nel percorso espositivo sono stati inseriti “momenti” ed ambiti multimediali, senza soluzioni di continuita’ e dunque come parti essenziali dell’esposizione.
Il progetto di comunicazione presenta inoltre filmati e videoproiezioni ricche di dettagli emozionanti. Si presentano al pubblico cinese le attivita’ sul campo effettuate dal Dipartimento per la ricerca, innovazione tecnologica e organizzazione del Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali italiano esplicative dell’attivita’di conoscenza e scavo, analisi e ricerca con l’impiego delle nuove tecnologie di conservazione e restauro, fruizione e promozione del patrimonio archeologico.
Il coordinamento logistico e scientifico delle mostre ha comportato spostamenti, restauri, scelta e sostituzione delle opere per le necessità espositive e conservative. E’ stato attuato dalla dottoressa Rosanna Binacchi curatrice delle relazioni internazionali con la Cina, in stretta collaborazione con l’architetto Gianni Bulian che ha coordinato il progetto del gruppo di lavoro costituito da Antonello Stella e Susanna Ferrini (n!studio: con Simone Bove,Teresa Zanaria, Tiziana Monti, Maria Angela Corsi, Paolo Rossi), il progetto illuminotecnico di Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi con Umberto Carotenuto e gli interventi multimediali di Roberto Creton-Studio Kaleidos s.r.l., con la consulenza scientifica del dottor Mario Scalini.



