Rocca d'Orcia

La singolarità della Val d'Orcia è costituita dalla presenza di innumerevoli borghi, talvolta fortificati, e di insediamenti sparsi sia civili sia di culto che nel loro insieme formano un reticolo di riferimenti storici, artistici, architettonici ed ambientali di eccezionale valore.

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19.10.07
Convegno Internazionale di Studi: Architettura contemporanea nel paesaggio toscano
eventi
dal 19.10.07 al 20.10.07 ore 10:30  -  Cantina di Colle Massari - Loc. Poggi del Sasso - Cinigiano (GR)
L'esperto risponde

Nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio –...

Tutela del paesaggio
a cura di Felicia Rotundo

Il paesaggio senese

Il Paesaggio è "una parte omogenea di territorio i cui caratteri derivano dalla natura, dalla storia umana o dalle reciproche interrelazioni. La tutela e la valorizzazione hanno lo scopo di salvaguardare i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili". (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio - D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42).
Da questa definizione deriva che il paesaggio è parte integrante del patrimonio culturale di un paese, espressione dei suoi valori identitari, della sua storia e delle sue tradizioni.

Questi caratteri sono chiaramente presenti nel paesaggio senese che costituisce ancora oggi un'unità territoriale, ambientale, storica e culturale di rara bellezza dove il rapporto tra le opere dell'uomo e l'ambiente naturale coesistono in piena armonia e rappresentano un insieme integro e ben conservato.

Il paesaggio senese deriva pertanto dalla somma delle esperienze umane e che comprende, in un insieme imprescindibile e unitario l'arte e la tradizione, l'architettura e gli spazi naturali.

La mezzadria

Alla sua conservazione hanno contribuito diversi fattori tra i quali la permanenza secolare del sistema mezzadrile, ed una tradizione costruttiva fortemente caratterizzata, rappresentata da pievi e da castelli, da poderi e da ville, che hanno assecondato e plasmato questo territorio attuando un particolarissimo connubio tra architettura e natura.

La mezzadria, diffusa in Toscana e nel senese fin da epoca medioevale indica un particolare contratto per cui il colono o mezzadro, coltivatore e beneficiario della terra era obbligato a corrispondere metà dei prodotti al signore proprietario.

Architettura e paesaggio

Tale sistema ha condizionato anche lo sviluppo di una particolare tipologia di insediamenti sparsi ovvero poderi collegati inoltre fra loro da una fitta rete di strade vicinali. Il podere costituiva una unità fondiaria formata da una casa di abitazione e da un appezzamento di terreno di varia estensione destinato a svariate coltivazioni e tale da assicurare la sopravvivenza di una famiglia.

Tali insediamenti documentano lo sviluppo di un'architettura rurale di grande valore e pregio ispirata spesso alle realizzazioni dei grandi architetti senesi come Baldassarre Peruzzi (1481-1536) o fiorentini come Bernardo Buontalenti (1536-1608). Costruiti in mattoni presentano una grande varietà di soluzioni; hanno in genere all'esterno grandi loggiati e le caratteristiche torri colombaie che servivano per l'allevamento dei colombi e sono inoltre corredati di edifici annessi come fienili, rimesse per attrezzi agricoli, pollai, porcili, disposti attorno ad una corte chiusa che ha la sua giustificazione sia per la funzionalità sia per la difesa da incursioni o da saccheggi.

Il vasto processo di appoderamento fu attuato non solo dai ceti nobili cittadini ma anche dagli enti ecclesiastici e dall'Ospedale di Santa Maria della Scala che, divenuto ricchissimo grazie a lasciti e donazioni, estese la sua influenza in tutta la provincia senese, organizzando un capillare sistema agricolo articolato in ben ventidue grance, ovvero fattorie fortificate dirette da un granciere che funzionavano da centro direzionale e di raccolta dei prodotti agricoli (granai), alla quale afferivano i poderi affidati a mezzadri.

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Paesaggio e pittura

L'importanza del paesaggio senese sia come espressione di civiltà sia come fonte d'ispirazione è inoltre dimostrata da pittori e fotografi, da poeti e letterati italiani e stranieri di tutti i tempi, e dai viaggiatori che fin dagli esordi del Gran Tour scelsero Siena come meta.
Una visione della campagna senese nel Trecento ci è offerta dal celebre affresco del Buon Governo (1338) di Ambrogio Lorenzetti nel Palazzo Comunale di Siena che, al di là dell'intento celebrativo, ci restituisce uno spaccato realistico e particolareggiato della città e della campagna senese di impareggiabile bellezza, costellata di castelli, poderi, corsi d'acqua, orti, vigneti, campi con alberi da frutto o con recinti, animali al pascolo e contadini al lavoro.

Anche la storia della pittura senese comprende importanti rappresentazioni del paesaggio usato sia come fondale alle scene sacre, da Simone Martini nella tavola del Beato Agostino Novello, a Giovanni di Paolo, al Maestro dell'Osservanza, a Benvenuto di Giovanni, a Sano di Pietro, al Sassetta, a Francesco di Giorgio Martini o come soggetto autonomo nelle suggestive visioni di Dario Neri.

La tutela e la conservazione

Ancora oggi pur con le inevitabili trasformazioni che la storia impone il paesaggio senese conserva un carattere distintivo riconosciuto in tutto il mondo. La sua conservazione deriva dalla capacità di conciliare la storia di questo straordinario scenario con l'esigenza del suo sviluppo che include il fare architettura come pure l'adozione di moderne tecniche di conduzione.
L'uso quindi del territorio non deve tradursi nello sfruttamento indiscriminato e nell'impoverimento dei suoi valori culturali ma deve anteporre agli interessi economici l'obiettivo della sua valorizzazione.

Aperto per restauro intende promuovere un dibattito ed offrire uno strumento per confrontare le esperienze anche nel settore della tutela, conservazione e restauro del paesaggio

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